Lavoro: 4 motivi segreti per cui le Società di Selezione ti scartano

Scopri i reali motivi per cui certe Società di Selezione ti scartano, risolvi il problema e recupera quella dignità che cercano di toglierti.

Non ricordi più quante volte ti sei proposto per lavori di cui disponevi di tutta l’esperienza e le caratteristiche necessarie. Eppure le risposte non arrivano. Provi allora a inviare una email per chiedere informazioni ai “professionisti della selezione” a cui ti sei rivolto.

Non stai pretendendo nulla o mettere in dubbio la loro attività, vuoi solo sapere se almeno la tua proposta è stata valutata e capire se e dove hai sbagliato nella tua presentazione. Ottieni solo un imbarazzante silenzio.

Ti fai allora coraggio e chiami il recruiter della Società di Selezione. Questa persona non ha proprio idea di chi tu sia né che tu abbia mai inviato una tua proposta. Questa NON risposta ti lascia senza dubbi su come siano andate veramente le cose: sei stato scartato prima ancora di essere valutato professionalmente.

Di seguito ti riporto alcuni dei motivi per cui tu non avrai mai alcuna possibilità di raggiungere un nuovo lavoro tramite certe Società di Selezione. Pensaci bene prima di continuare…

I 4 motivi per cui vieni scartato.

1- Età. Troppa esperienza? Scartato!

È il più classico sistema di discriminazione che viene applicato da certe Società di Selezione. È odioso, cattivo e danneggia sia chi cerca lavoro e possiede l’esperienza migliore per svolgerlo, sia chi il lavoro lo offre e ha bisogno di persone capaci di svolgerlo al meglio.

Appena raggiungi i 40 anni se sei uomo, 35 se sei donna, viene edificato un muro invisibile tra te e le aziende che cercano nuovi collaboratori. Certe Società di Selezione si sentono tanto al di sopra delle leggi da riportare pubblicamente annunci di lavoro palesemente discriminatori senza alcun timore.

Qualche esempio:

Nota. Il Metodo Colloquio Diretto è nato a seguito di un episodio di discriminazione sull’età che ho subito personalmente e a cui ho reagito superando il problema a modo mio. Ne parlo in questa intervista.

Esiste anche la discriminazione sull’età ma operata al contrario, ovvero vieni giudicato troppo giovane e perdi il diritto di essere valutato professionalmente. Qui la giustificano per la poca esperienza. La troppa esperienza invece, è impossibile da giustificare.

2- Sesso (quello sbagliato).

Imbarazzante lo so, eppure malgrado siamo nell’era della parità dei diritti, la discriminazione sul sesso è una pratica molto attiva nel nostro paese in particolare nei confronti delle donne. La cosa più assurda è che spesso sono le stesse donne recruiter ad applicarla con fermezza e rigidità. Sarà perché devono dimostrare di essere all’altezza dei colleghi uomini?

3- Situazione lavorativa. Disoccupato? Scartato!

Le persone che hanno più bisogno di un lavoro sono quelle più discriminate da certe Società di Selezione. La reale motivazione per cui certi professionisti della selezione si comportano così è la prudenza. Se sei senza lavoro ci sarà un motivo e i recruiter non vogliono rischiare di perdere il loro tempo a scoprirlo.

Non ha importanza se tu non hai lavoro perché la tua azienda ha chiuso l’attività, perché ha trasferito la sede in un altro paese o semplicemente perché per un periodo tu hai dovuto occuparti di una brutta situazione in famiglia. Non hai un lavoro? Scartato.

4- Distanza. Distante dal posto di lavoro? Scartato!

È una cosa che veramente non capisco. Tanti italiani, stanchi delle discriminazioni di certe Società di Selezione si stanno trasferendo in paesi come la Germania, gli USA o gli Emirati Arabi. Perché in questi paesi non si fanno così tanti problemi per la distanza?

Ti racconto il mio piccolissimo caso. Era il 1989, vivevo in un paese delle marche e lavoravo per un’agenzia IBM locale. Volevo cambiare e mi sono proposto per una collaborazione a una grande multinazionale. Giovedì ho ricevuto la lettera di assunzione. In poche ore ho dato le dimissioni, salutato amici e famigliari, caricato i bagagli, trovato una camera in affitto e trasferito a centinaia di chilometri di distanza.

Alle 8:00 di lunedì ero di fronte alle porte della Pioneer Electronics Spa a Milano (ora la sede è diversa):

Ovviamente è stata direttamente l’azienda a selezionarmi. Un caso?

Le spiegazioni ufficiali e quelle reali.

Ho chiesto ad alcuni recruiter che hanno avuto questi atteggiamenti di fornirmi anche un minimo di spiegazione. Ho raccolto le loro risposte (le poche che hanno voluto darmi) e mi sono confrontato con altri recruiter di cui ho stima e considerazione per capire meglio il fenomeno.

In neretto le motivazioni ufficiali e di seguito quelle reali.

Ufficiale: Lo chiede il cliente.

Se il costo è simile, un’azienda non ha nessun dubbio nel preferire un collaboratore con molta esperienza rispetto a qualcuno che ne ha molta meno. Spesso il reale motivo della discriminazione di genere risiede nel fatto che valutare una persona con molta esperienza è troppo complesso e dispendioso per certe Società di Selezione.

Ufficiale: Non importa a nessuno.

La discriminazione di genere è un’attività immorale, non professionale e ILLEGALE. Io spesso opero come consulente marketing/commerciale per aziende. In passato mi hanno chiesto di organizzare attività che non giudicavo professionali. Mi sono rifiutato e ho fatto cambiare idea al mio cliente.

Nessuno può imporre un’attività che viola i tuoi principi etici tanto meno se esistono le leggi che regolano tali comportamenti. Se un tuo cliente ti chiedesse di rubare un’auto e di pubblicare un selfie mentre lo fai, tu accetteresti questa richiesta?

Il vero motivo per cui certe Società di Selezione applicano certe discriminazioni azzardandosi di farlo anche in pubblico, è che vogliono ridurre il numero delle candidature o l’obbligo di doverle valutare.

Ufficiale: Troppo lavoro.

Sono rimasto molto sorpreso quando mi è stato rivelato che circa il 60% del tempo di un recruiter di una Società di Selezione viene utilizzato per trovare clienti e non per analizzare le proposte di collaborazione ricevute o di effettuare i colloqui.

Questo fa capire quanto viene portato al limite il lavoro dei recruiter. Alcune di queste persone lavorano anche 10-12 ore al giorno per cercare di mantenere quel volume minimo richiesto dalla Società di Selezione con cui collaborano.

La spiegazione di questo comportamento discriminatorio è il voler portare il guadagno all’estremo spesso a scapito della qualità professionale. Pensi che una Società di Selezione abbia qualche problema a trovare bravi ed esperti recruiter per selezionare profili esperti? Basta investire denaro (e loro non vogliono).

Ho preparato per te delle guide gratuite per evitare che tu debba scartato per qualcosa che umilia te e la tua professionalità. Inserisci la tua email per riceverle.

Buon lavoro!
David
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