Lavoro: A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca

Impara ad evitare gli inevitabili problemi sul lavoro seguendo una regola valida in ogni contesto professionale.

Ti hanno sempre detto di essere positivo, di non farti condizionare da chi è preoccupato per quello che riguarda il lavoro, la salute della tua azienda, il futuro, ecc. E tu lo fai, perché no?

Del resto, alcuni politici di professione continuano a dirti che le cose stanno tornando alla normalità. Ormai siamo alla fine del tunnel della crisi (loro la luce in fondo alla galleria la vedono già da anni).

Poi ti accorgi che c’è qualcosa di strano.

Scopri che ci sono lavoratori che il venerdì sera, mentre pianificano il loro weekend di riposo e svago con la famiglia, ricevono una mail con cui li si informa che sono stato licenziati e di non presentarsi in azienda il lunedì perché nessuno ha più bisogno di loro.

Scopri che le grandi multinazionali che hanno comperato le aziende che facevano grande il nostro paese stanno licenziando persone come si trattasse di un peso di cui liberarsi senza troppe storie. Le stesse persone che la storia, quella vera, l’hanno scritta ma che adesso sono senza futuro.

Tutte persone che hanno creduto all’azienda fino all’ultimo. Si, qualche CV lo avevano mandato in giro (non si sa mai) ma senza usare un metodo professionale. Del resto nessuno li aveva avvertiti che il mondo della ricerca del lavoro era cambiato.

Ora lo sai. La maggioranza delle persone che perdono il lavoro, non aveva compreso quanto vicino fosse questo pericolo. Nessuno li aveva avvertiti. Hanno reagito con stupore alla notizia di qualcosa che avrebbe annullato le loro speranze per il futuro.

Dopo mesi, anche anni, ancora non sanno darsi una ragione perché un’azienda che produce utili, all’improvviso decide di cancellare il loro futuro, senza un reale motivo o una causa esterna che giustificasse questo terribile atto. Loro che hanno lavorato con impegno e dedizione fino all’ultimo.

Allora capisci che è estremamente pericoloso essere positivi, fare finta che le cose miglioreranno da sole e rimandare l’attività di preparazione alla ricerca del lavoro.

Vedi che le grandi aziende multinazionali e le piccole aziende italiane iniziano a comportarsi allo stesso modo. Nel momento in cui cambiano i loro piani per il futuro, si liberano del peso inutile. Non serve neanche più la scusa della crisi per farlo.

Ma forse stai esagerando, forse non è così grave. Ti metti allora su LinkedIn e guardi cosa è successo alle persone che conosci o comunque quelle con cui hai un collegamento in comune. Sono riuscite a trovare un altro lavoro?

Risultato limitato a un piccolissimo campione delle mie connessioni LinkedIn.

La risposta non ti piace. Sapevi che sono milioni le persone disoccupate ma un conto leggere numeri e un conto vedere le facce di chi è stato colpito dal fulmine a ciel sereno della disoccupazione e non trovano modo di porvi rimedio. Persone che svolgevano professioni simili alla tua, persone a te vicine.

A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. – Giulio Andreotti

Ti piace l’azienda in cui ti trovi, o almeno, te la fai piacere. Cominci però a vivere nella preoccupazione di perdere il tuo posto di lavoro. Raddoppi i tuoi sforzi per essere migliore, per allontanare da te questo evento che potrebbe segnare il tuo futuro e quello della tua famiglia.

Aumenti la tua disponibilità fuori orario e non perché te lo hanno chiesto. Intercetti ogni piccolo segnale di difficoltà della tua azienda e lo fai diventare un motivo per essere irritato anche quando torni a casa dalla tua famiglia. L’ansia ti logora anche se la nascondi dietro l’impegno.

Non stai ancora cercando lavoro con la massima dedizione ma lo stesso invii il tuo CV in giro. Chiedi a qualche persona che conosci una raccomandazione, leggi gli annunci di lavoro, ti rivolgi a qualche agenzia specializzata.

Risultato: zero. Qualche promessa, qualche raro colloquio ma nulla di fatto.

Tutto questo non solo non ti aiuta ma aumenta la tua preoccupazione. Cosa succederà il giorno in cui tu dovessi veramente perdere il lavoro e hai l’urgenza di trovarne un altro senza disporre di un metodo professionale per farlo?

Non basta essere prudenti e affidarsi al caso, devi usare un metodo.

Sfrutta il momento in cui un lavoro ce lo hai ancora e ti garantisce la tranquillità per preparare con calma tutto quello che potrebbe servirti quando capiterà a te o a un famigliare o a una persona a te vicina. Usa quelle attività che hanno avuto successo, quelle congratulazioni che ti sei meritato e impara a comunicarle al potenziale nuovo datore di lavoro… quando ne avrai bisogno.

E se la crisi è veramente finita e il tuo lavoro non avrà problemi, sarà stata fatica sprecata? Assolutamente no.

Le tecniche di comunicazione del Metodo Colloquio Diretto ti aiuteranno a fare carriera, risolvere i conflitti interni e, in generale, affrontare la tua attività lavorativa con maggiore tranquillità ed efficacia.

Mentre aspetti di scoprire se la tua azienda sta facendo un brutto pensiero su di te, guarda i video e le guide gratuite per evitare il drammatico epilogo. Inserisci qui sotto la tua email per vederle.

Buon lavoro!
David

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