Venerdì l’ho sparata… al salone internazionale del libro

Ero ospite come relatore al Salone internazionale del libro di Torino nella sala IOLAVORO della regione Piemonte. Dovevo descrivere come il Metodo Colloquio Diretto è capace di “drogare” le tecniche del personal branding per renderle estremamente più efficaci.

Mi avevano però detto di fare il bravo e di non dire “certe cose” perché c’è sempre qualcuno chi si spaventa o si irrita quando si rivela la verità.

Io ci ho provato… dai, veramente non scherzo!

Mi ero anche messo ad ascoltare con attenzione quello che gli altri ottimi oratori avevano da dire sul personal branding e ho anche imparato delle cose che proprio non sapevo.

(da destra a sinistra: Andrea Cannizzaro, Salvatore Nascarella, Gianluigi Bonanomi e ovviamente io, il disturbatore della pubblica tranquillità David Buonaventura)

Poi è toccato a me e… non ce l’ho fatta a resistere.

Prima ho fatto un “casuale” accenno a come veramente si trova lavoro in Italia spacciandolo per una doverosa premessa al mio intervento.

Appena ho visto che qualcuno nel pubblico si era irrigidito e mi guardava con aria minacciosa, ho cambiato rapidamente immagine per passare alla descrizione passo per passo dei vari consigli e tecniche per aumentare l’efficacia del proprio profilo pubblico.

Ho preso un po’ in giro il fenomeno delle “braccia conserte” che certi esperti del personal branding consigliano di assumere quando si scatta la foto del profilo LinkedIn e il clima si è subito disteso.

Sono passato poi a raccontare la storia del “dialogo tra sordi” tra chi cerca lavoro (che parla di soluzioni) e del datore di lavoro medio che invece spesso non ha neanche idea di quali siano i suoi problemi. Ho fatto anche accenno anche al povero Google che non sa proprio come far incrociare gli argomenti queste due persone. ahahaha

Tutti ridevano in quanto è ben conosciuta l’incapacità di “certi” datori di lavoro di guardare oltre il loro piccolo mondo e capire veramente cosa cercare quando hanno bisogno di un nuovo collaboratore. Non parliamo poi di cosa succede quando in questa situazione di incertezza si affidano ai professionisti della ricerca, un disastro.

Poi… ho lanciato la bomba.

Ho dimostrato come tante persone si sono “aziendalmente suicidate” sottovalutando il rischio di pubblicare in maniera improvvisata il proprio profilo LinkedIn facendo imbestialire l’attuale datore di lavoro e in certi casi perdendo la propria fonte di reddito.

Ho raccontato la storia di John Flexman responsabile del personale di una multinazionale inglese licenziato solo per aver cliccando l’opzione «interessato a opportunità di carriera» sul proprio profilo su LinkedIn. (vedi articolo del Corriere della Sera)

Non ti dico le reazioni.

Il pubblico è passato da sonnecchiare allegramente a sgranare gli occhi dal terrore. Qualcuno si è anche alzato di colpo e corso via  a fare probabilmente qualche doverosa modifica al proprio profilo pubblico (dopo essersi letto le guide gratuite del MCD).

Ho poi indicato come venire fuori dalla situazione in maniera abbastanza elegante arrivando addirittura a farsi fare i complimenti dall’attuale datore di lavoro.

Prima di lasciarti vedere il video del mio intervento al Salone internazionale del libro, ti informo che ti ho messo a disposizione delle guide gratuite che possono evitarti di perdere tempo, denaro e speranze nella ricerca di un nuovo lavoro. Inserisci qui sotto la tua mail per riceverle.

Qui trovi il mio intervento.

Buon lavoro!

David

A cosa stai pensando?