Sono Wolf, risolvo problemi (di lavoro)

Scopri perché le tue candidature verso le aziende falliscono, semplifica e supera l’ostacolo di chi ti ha dato il consiglio sbagliato.

Provi da diverso tempo a trovare un nuovo lavoro. A forza di cambiare formati e contenuti, i tuoi Curriculum Vitae e Lettera di presentazione sono diventati opere d’arte. Inizialmente avevi scaricato il formato da un portale di lavoro ma poi ci hai lavorato parecchio e ora sono perfetti.

Li invii in risposta alle inserzioni di lavoro delle Società di Selezione. Qualche risposta la ottieni ma purtroppo c’è sempre qualcosa che non funziona e il tutto si ferma. Del nuovo lavoro che sai di meritare, neanche l’ombra.

Un giorno scopri che passare tramite le Società di Selezione, è il modo peggiore per cercare lavoro.

Certo qualche dubbio ti era venuto in passato notando gli atteggiamenti che i recruiter spesso assumono quando qualcuno gli fa notare le loro “strane” pratiche.

Nota. Ho scritto un divertente ebook gratuito (già scaricato in migliaia di volte) su come i recruiter riescano a sabotare la loro immagine professionale. Lo trovi qui: http://www.colloquiodiretto.com/trovare-lavoro-malgrado-certi-recruiter/

Vai avanti con la tua ricerca contattando direttamente le aziende senza usare inutili intermediari.

Rispondi agli annunci e carichi il tuo meraviglioso Curriculum Vitae nelle aree “Lavora con noi” delle aziende. Risposte: zero. Allora rilanci affidando il tuo documento nelle mani di amici e conoscenti per essere “introdotto”.

Del resto, secondo gli organi del Ministero del lavoro, è il più efficace modo di raggiungere il lavoro, giusto?

Canale di ingresso al lavoro Percentuale
Amici, parenti o conoscenti 33,1
Auto candidature 20,4
Concorsi pubblici 10,0
Contatti all’interno dell’azienda 9,9

Qualche risposta la ottieni solo che… ancora non raggiungi quello scopo che da (troppo) tempo insegui vanamente. Dove è il problema?

Stai per scoprire un terribile segreto.

Ci rimarrai male quando ne verrai a conoscenza. Potresti avere qualche reazione di sconcerto e forse di rabbia nei confronti di chi (la scuola o lo Stato) avrebbe dovuto informarti di come stanno veramente le cose. A me è successo.

Il modo di proporsi alle aziende è completamente diverso da quello per le Società di Selezione.

Ci sei rimasto male, vero?

Ti hanno sempre detto che il Curriculum Vitae deve solo parlare di te. In massimo due paginette ci devono essere descritti in maniera formale e ordinata i tuoi studi, la tua data di nascita (qualche dubbio sul reale scopo di questo dato ti era venuto), l’elenco delle aziende in cui hai lavorato le tue conoscenze e gli hobby. Tu lo spedisci e il destinatario deve capire se vai bene ai suoi scopi.

Come hanno fatto a suggerirti questa cosa?

Semplice. Dove hai preso il formato del tuo Curriculum Vitae? E della Lettera di presentazione? Come fanno quasi tutti, hai scaricato dei modelli da un portale di lavoro oppure da quello di una Società di Selezione. Oppure li hai copiati da qualcuno che li aveva copiati a sua volta da uno di questi portali.

Non ti sei chiesto perché certe informazioni dovevano essere riportate e altre no. Non ti sei opposto alle rigide regole, ti sei fidato e le hai seguite. Il problema è che le modalità che ti hanno indicato, funzionano solo se ti candidati alle società di ricerca personale conto terzi.

Consigliarti un formato che non funziona con le aziende, non è stato fatto per cattiveria o stupidità. Nel piccolo mondo delle Società di Selezione è così che ci si regola. Il tuo Curriculum Vitae deve prima essere analizzato da un programma informatico, poi (se il tuo documento è sopravvissuto) da un recruiter che lo valuta per 8-9 secondi. Tutto si basa sul cercare di scartarti nel minor tempo possibile e senza doverci ragionare troppo.

Ma poi del resto è normale che ti abbiano dato il consiglio sbagliato…

ti sembra che chi si frappone tra te e il datore di lavoro, possa indicarti il modo di fare a meno del suo servizio?

È come se un agente immobiliare mettesse a disposizione uno strumento per vendere o comprare casa senza aver bisogno di un intermediario. Rimarrebbe senza occupazione!

Con le aziende funziona in maniera diversa.

I motivi sono due:

  1. Non sanno bene come interpretare il Curriculum Vitae. È complesso anche per i recruiter delle Società di Selezione grandi e strutturate immagina per una azienda che di mestiere fa ben altro che selezionare persone.
  2. A loro importa solo quello che tu puoi fare. Di te, dei tuoi studi, degli hobby e delle tue conoscenze alle aziende importa in maniera relativa. Il loro vero obiettivo è una soluzione rapida e concreta ai loro problemi e tu devi dimostrare che sei proprio questo.

Come proporti al datore di lavoro finale.

Il principio che da sempre funziona con tutte le aziende, indifferentemente dalle loro dimensioni, è quello che simpaticamente viene rappresentato nel film “Pulp fiction” dal signor Wolf.

Wolf non si presenta alla porta con il suo Curriculum Vitae in cui riporta gli studi fatti, l’elenco delle sue competenze o la lista ordinata delle sue esperienze di lavoro precedenti. Si presenta (o viene presentato da qualcun altro) come un professionista che conosce i problemi e sa come risolverli.

Ti faccio un altro esempio. Tempo fa si è presentato alla porta un venditore di aspirapolvere. Non è partito a parlare delle grandi caratteristiche del suo prodotto, mi ha chiesto se avevo un tappeto sporco da pulire. Dopo 30 minuti il mio tappeto era di nuovo splendido e il venditore usciva da casa mia con l’assegno in mano (un assegno con una grossa cifra riportata, ti faccio presente).

Nello stesso modo devi presentarti al potenziale datore di lavoro.

Problema (il loro) -> Soluzione (tu) -> Prove concrete

Ho avuto un cliente magazziniere che da tempo cercava di ricollocarsi in un’altra azienda. Bravo come altri magazzinieri, esperto nell’uso del muletto come altri magazzinieri, preciso e affidabile come altri magazzinieri. Insomma, era come altri magazzinieri. Infatti per mesi le sue proposte di collaborazione veniva ignorate come per altri magazzinieri.

Però… lui sapeva fare una cosa particolare. Aveva trovato il modo di ridurre da cinque a tre i giorni necessari per svolgere l’inventario annuale delle merci in magazzino. A te può sembrare una cosa da poco. Per un’azienda che muove milioni di pezzi invece, due giorni di fermo delle attività, costano centinaia di migliaia di euro, clienti arrabbiati, problemi organizzativi, ecc.

Aveva trovato un problema che lui sapeva risolvere.

Scrisse una proposta di collaborazione tramite le tecniche del Metodo Colloquio Diretto facendo appunto riferimento al problema che tormenta qualsiasi azienda che ha un grosso movimento di materiale. Introdusse poi la soluzione che sapeva applicare e le testimonianze di chi aveva avuto modo di vederlo in azione.

Non era più un magazziniere come gli altri. Era la soluzione al problema e il suo nuovo datore di lavoro fu molto contento di scoprirlo.

Questo magazziniere ha iniziato leggendo le mie guide gratuite e poi è andato avanti. Inserisci anche tu di seguito la tua mail e segui il suo percorso:

Buon lavoro!
David

P.S. nessun recruiter è stato maltrattato in questo post. ahahah

voglio-i-video01

A cosa stai pensando?