Scopri perché alle volte può essere il caso di omettere la data di nascita sul curriculum e quando invece è meglio inserirla.
È normale che tu pensi che inserire la data di nascita sul curriculum sia una cosa normale. Perché dovrebbe essere altrimenti?
In realtà, questa informazione è tutt’altro che necessaria e molte persone hanno iniziato ad ometterla soprattutto quando pensano, alle volte con ragione, che questa informazione farebbe scartare subito la candidatura.
In questo articolo ti descriverò i motivi per cui è meglio inserire la data di nascita sul curriculum e quando invece questo dato può essere tralasciato.
Quando inserire, o meno, la data di nascita sul curriculum?
Il CV è il documento che rappresenta, in maniera sintetica, la tua storia professionale, il tuo valore, i tuoi obiettivi. Insomma… parla di te. Per questo motivo esso deve essere un documento pratico, utile e che è linea con il tuo personaggio.
Nel CV classico, tutto viene rappresentato semplicemente dal tuo nome e cognome, telefono, e-mail, profilo LinkedIn, la lista delle esperienze professionali e della formazione ricevuta. Nei formati di curriculum vitae più evoluti, tipici del Metodo Colloquio Diretto, si aggiungono anche i messaggi diretti al selezionatore che permettono di rendersi particolarmente attrattivi.
In entrambi in casi però, dati come la data di nascita, stato civile o altre informazioni personali o sui membri della famiglia non sono dati necessari e quindi si possono escludere.
La discriminazione sull’età.
Inutile nasconderci sotto il velo di perbenismo di molte aziende: la discriminazione in base all’età è un elemento sempre presente nelle aziende. Stessa preparazione e formazione? Se non si usano delle precise tecniche per portare chi seleziona versa un’altra strada, viene scelta la persona più giovane. È un dato di fatto.
Se inserisci la data di nascita sul tuo CV la tua candidatura può essere potenzialmente scartata senza neanche essere letta. Motivazione di cui non ne saprai mai nulla. Da quando poi si usano strumenti di valutazione come gli ATS (Applicant Tracking System) che sono software per la selezione dei CV, questa selezione discriminatoria può essere applicata senza alcun sforzo.
La legge italiana e la discriminazione sull’età.
Esiste lo specifico decreto legislativo numero 216/03 che stabilisce il divieto di trattare in maniera diversa i soggetti in base alla loro età. Purtroppo, le discriminazioni lavorative in base all’età ancora sussistono. Alle volte anche alla luce del sole.
Nell’articolo 10 del decreto legislativo 276/03 esiste la possibilità di discriminare i soggetti in base alla loro età ma solo in relazione “alle caratteristiche che incidono sulle modalità di svolgimento della attività lavorativa o che costituiscono un requisito essenziale e determinante ai fini dello svolgimento dell’attività lavorativa”.
Quindi… inserire frasi come “massimo 40 anni” o formule simili in un annuncio di lavoro, non è necessariamente legale ma neanche del tutto proibito.
Il non riportare la data di nascita sul curriculum può farti, potenzialmente, farti passare il primo passaggio di selezione se ovviamente sei fuori dal limite specificato nell’annuncio.
Nascondere l’età è sufficiente?
Purtroppo, no. Anche se l’informazione non viene riportata in chiaro nel CV, essa può essere facilmente indentificata in diversi modi:
- Profilo LinkedIn. Spesso gli HR dispongono di abbonamenti che aumentano la loro capacità di accedere ai dati presenti nel profilo LinkedIn del candidato. Età inclusa.
- Calcolo dell’esperienza. Facendo un rapido calcolo di quando si è preso un titolo di studio o si è iniziata una carriera professionale, è molto semplice calcolare l’età presenta di chi ha inviato il CV
- In generale, sono molte le informazioni di questa tipo che si trovano in rete. Alle volte basta una ricerca per nome cognome e si trova tutto.
- Alcuni recruiter potrebbero addirittura chiederti di specificare loro la tua data di nascita
Insomma… puoi impedire di accedere a questa informazione tramite il CV ma non tramite il resto del mondo. In pratica… non puoi farci nulla. in alcuni casi, non inserire questo dato può anche dare l’impressione che non ti senti a tuo agio con la tua età. Esito: candidatura scartata.
Come inserire la data di nascita sul curriculum in maniera “furba”.
Esiste una specifica tecnica nel Metodo Colloquio Diretto che ti permette di inserire la data di nascita sul CV ma in una posizione specifica che non permette al selezionatore di farci troppo caso fino a quando non avrà letto tutto quello che ti qualifica al meglio.
È un po’come il gioco degli specchi: c’è ma non si riesce subito a vedere. Inoltre, il percorso di ricerca di questa informazione porta chi legge il Curriculum Vitae a doverti riconoscere come persona di valore. Spesso il selezionatore prima di arrivare alla lettura della data di nascita ha già deciso di chiamarti al colloquio.
Facciamo quindi un veloce riassunto:
- Non è necessario inserire la data di nascita.
- La legge italiana è contro la discriminazione per età ma non è sempre detto che sia sempre seguita alla lettera.
- Se omessa, la data di nascita è un’informazione facile da trovare online.
- È meglio inserirla ma in maniera strategica.
Segui i consigli di Colloquio Diretto!

Per esperienza l’età (avanzata) riduce molto le probabilità di passare il primo filtro.
Quasi sempre per inoltrare il CV si passa da un portale che ha l’età tra le info obbligatorie, che consente di scartarti a priori.
Questo, a mio avviso, rende molto improbabile che un lavoratore in età avanzata (ma sempre più bassa) possa progredire in una selezione che inizia dal CV, quindi va bene farne anche tanti ma con aspettative molto basse, ma ancora meglio trovare altre strade.