Il trucco che i CAO/CFO usano per trovare lavoro

 

il-trucco-cao-cfo-usano-trovare-lavoro

Esiste un trucco molto usato dai responsabili amministrativi, responsabili finanziari o dai manager informatici per trovare lavoro.

Si basa sul creare un vantaggio per l’attuale azienda per presentarsi al meglio a un’altra quando ci si candida.

Sfruttando questa attività vincono tutti:

  • Il tuo attuale datore di lavoro perché tu gli fornisci un interessante risultato.
  • Tu perché trovi un nuovo lavoro in un’azienda che ha proprio bisogno di te.
  • Il tuo nuovo datore di lavoro perché trova subito cosa gli serve.

Certo al tuo attuale datore di lavoro dispiacerà un po’ perdere un collaboratore come te che riesce a produrre buoni risultati, ma ha la possibilità di rimediare (a tuo vantaggio).

Per descriverti questo “trucco” dove vincono tutti, userò un racconto che ho “romanzato” per dare particolare evidenza al procedimento. Non fare caso ai contenuti ma concentrati solo sulla procedura.

Immagina di essere un responsabile amministrativo. Trovi un interessante annuncio di lavoro di una importante azienda. Proprio l’azienda con cui ti piacerebbe collaborare e fare carriera.

Nell’annuncio è riportato che questa azienda vuole che la candidatura venga recitata di persona un po’ come si fa nei casting per un posto da attore in un film ma qui hai solo 9 secondi per farti notare e passare alla prossima fase di selezione.

Tra i selezionatori c’e’ anche quello che diventerà il tuo capo che ha voluto partecipare alla selezione per rendersi conto di cosa c’e’ in giro visto che il posto da responsabile amministrativo è importante per il futuro dell’azienda (e molto importante per la sua carriera).

Il giorno della presentazione della tua candidatura, vai nel posto indicato e, esattamente come avviene per le selezioni di casting dei film, ti ritrovi in coda. Prima di te ci sono 100 persone e dopo di te, ce ne sono altrettante per lo stesso identico posto di responsabile amministrativo.

Usando la solita procedura che le Società di Selezione ti hanno sempre obbligato a fare, parti subito citando il tuo bel titolo di studio, magari preso in una prestigiosa università, e il master post laurea.

Dopo aver già ascoltato 100 persone prima di te che dicono sempre le stesse cose, i selezionatori non ti prestano alcuna attenzione.

Spendi allora i prossimi 4 secondi per fare rapidamente la lista delle ultime aziende in cui hai lavorato comprese le funzioni ricoperte.

Anche qui il livello di attenzione dei tuoi selezionatori è basso anche se vedi un minimo interesse quando citi una delle aziende con cui hai collaborato.

Ti sono rimasti solo 4 secondi per cui ti giochi il tutto per tutto elencando le tue caratteristiche migliori: professionalità, affidabilità, puntualità, capacità di fare gioco di squadra…

Ferma tutto!

Scade il tempo e uno dei selezionatori ti congeda con un “Le faremo sapere. Avanti il prossimo”.

Tu hai seguito le indicazioni dettate dalle Società di Selezione: hai presentato il tuo percorso di studio, le esperienze di lavoro, le caratteristiche personali e professionali. Perché non ti hanno selezionato per il colloquio di approfondimento?

Purtroppo il motivo è molto semplice: hai parlato di tutto tranne che della cosa che il tuo nuovo datore di lavoro voleva sentire.

Adesso invece ti chiedo di immaginare la tua candidatura in un modo molto diverso, dove non parli di te ma di quello che tu puoi veramente fare.

Partono i 9 secondi per la tua selezione iniziale.

“Ho partecipato a un progetto di eliminazione della carta che ha permesso all’azienda di ridurre i costi di gestione di 82.000 euro l’anno…”.

Guardi le facce delle persone che rappresentano il tuo potenziale datore di lavoro e noti che improvvisamente smettono di desiderare di essere in un altro posto e ti guardano con la massima attenzione.

Questo lo hai ottenuto trasmettendo un messaggio completamente diverso dai 100 candidati precedenti, ovvero che tu sei in grado non solo di prendere in mano la gestione amministrativa, ma di produrre concreti risultati in breve tempo.

Ti sono rimasti 3 secondi…

“…tutto questo con un sistema di gestione documentale in formato elettronico, 3 mesi di attività e un investimento di 28.000 euro. Ho qui dei dati che riguardano altri i risultati che abbiamo ottenuto con questo sistema di archiviazione elettronica come l’aumento delle vendite, la riduzione dei costi dei fornitori. Ah, ho anche delle referenze…”.

Ti fermi perché hai notato che ormai i 9 secondi sono passati da un pezzo e non capisci cosa è successo: perché non ti hanno fermato?

I tuoi selezionatori, in particolare quello che diventerà il tuo capo, ti chiedono impazienti di andare avanti e di non preoccuparti di quanto tempo ci vorrà. Fa nulla se ci sono altre 100 candidati che aspettano.

Perché è successo questo? Perché tu hai basato la tua comunicazione prima sul problema (fra l’altro abbastanza comune per l’azienda) poi sulla sua soluzione e solo successivamente sulla presentazione di te come professionista.

Questo ha innescato l’immediato interesse e il suo mantenimento nel tempo.

Anche se l’ho romanzato un po’, questo esempio l’ho ricavato da un caso preso dal mio passato da commerciale. Mi ero recato in un’azienda che aveva appena acquistato una soluzione per la dematerializzazione dei documenti (che è un sistema che le aziende adottano per eliminare la carta riducendo la complessità e i costi della gestione operativa).

Mentre stavamo parlando di alcuni dettagli del progetto, il responsabile amministrativo mi chiese se tra i miei clienti ci potesse essere un’azienda che stesse cercando una figura come la sua e se potevo aiutarlo a presentarsi.

Guarda… io penso che in 10 anni da commerciale e imprenditore, questa cosa me la avranno chiesta almeno 100 volte!

A quei tempi ancora non avevo ancora creato il Metodo Colloquio Diretto ma avevo già definito alcune procedure che usavo per me per trovare nuove opportunità professionali. Una di queste riguardava il come trovare dei casi di successo da presentare al prossimo datore di lavoro.

Consigliai a questa persona di usare proprio il progetto di dematerializzazione che gli avevo appena venduto come trampolino di lancio per arrivare al nuovo posto di lavoro e gli illustrai come.

Gli  descrissi come doveva comportarsi durante il progetto, come rapportarsi con gli altri colleghi che ci dovevano partecipare e come raccogliere i dati che poi avrebbe riportato nella sua candidatura.

Io ovviamente lo avrei aiutato a farsi si che i tecnici della mia azienda svolgessero un lavoro particolarmente accurato e di prendere nota di qualsiasi situazione che si manifestava durante tutto il progetto.

Quando tutto fu pronto, gli descrissi come doveva utilizzare queste informazioni per candidarsi usando un semplice e potente metodo di comunicazione.

Questa persona iniziò a candidarsi usando una lettera di presentazione in cui:

  • Prima descriveva il problema che soffriva l’azienda con cui lavorava (es. costi di gestione, numero degli insoluti, il fatto che non si riusciva più a stare dietro a tutte le scadenze a causa della complessità).
  • Poi parlava della soluzione rappresentata dal progetto di dematerializzazione che lui aveva proposto e a cui aveva partecipato.
  • Poi riportava in dettaglio tutti i vantaggi e i costi di questa soluzione.
  • Per ultimo elencava le sue referenze e tutte quelle informazioni che dimostravano la sua credibilità nel ruolo da responsabile amministrativo.

Ma… adesso viene il bello (o il brutto, decidi tu).

Malgrado questa persona iniziò ad essere invitata frequentemente ai colloqui, non cambiò mai lavoro.

L’azienda per cui lavorava si tirò su dalla brutta situazione economica in cui si trovava (la dematerializzazione dei documenti cartacei contribuì molto a questo risultato) e siccome era stato proprio lui a proporre questo progetto (assieme ad altri progetti di miglioramento), fu premiato prima con un aumento di retribuzione e, dopo 2 anni, con una grossa promozione.

Ovviamente ti ho fatto un caso a una particolare applicazione e determinato tipo di professione ma il principio è lo stesso per ogni tipo di attività lavorativa che tu svolgi o per qualsiasi attività che può produrre vantaggi alla tua attuale (e futura) azienda.

Siamo alla fine per cui facciamo un piccolo riepilogo così per fissare bene i punti.

  • Le aziende non cercano persone ma quello che le persone sono in grado di dargli.
  • Devi sfruttare tutti gli elementi del tuo attuale lavoro per risultare interessante e credibile nel prossimo. Se non hai casi di successo a cui hai partecipato, proponi nuovi progetti alla tua attuale azienda (soprattutto quelli che fanno risparmiare dei soldi).
  • Secondo il “Corriere della sera” e altre testate giornalistiche, la fase iniziale di selezione delle candidature, dura circa 9 secondi.
  • In 9 secondi quindi devi essere in grado di provocare nel tuo selezionatore prima l’interesse ad ascoltarti e poi l’esigenza di saperne di più.

Se vuoi approfondire il tema relativo a “Come trovare un nuovo lavoro tramite l’attuale”, guarda i video e le guide gratuite che ti metto a disposizione inserendo di seguito la tua mail.
voglio-i-video01

A cosa stai pensando?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.